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  • Cristina Maderni

La burocrazia va alleggerita

Opinione Liberale 13 novembre 2020


VOCI DA PALAZZO / CRISTINA MADERNI


Il tema della costante crescita degli oneri burocratici è sfociato in una petizione dal titolo “Meno burocrazia… non sia solo uno slogan!”. Uno studio di Avenir Suisse rileva di fatto come il Ticino sia al 23° posto in Svizzera come Cantone con eccessi di regole, limitazioni e codici. Il parlamento cantonale ha approvato il rapporto della Commissione giustizia e diritti firmato dalla granconsigliera PLR Cristina Maderni.


Cristina Maderni. La problematica “burocrazia” non è nuova in Gran Consiglio. Nell’ottobre 2018 si invitava il governo a creare un gruppo di lavoro: che ne è stato? La Cancelleria dello Stato, contattata in gennaio, ci ha segnalato che il gruppo di lavoro non è ancora operativo, ma che sarebbe stato creato nelle prossime settimane. Non è pertanto possibile per la commissione avere valutazioni aggiornate, in quanto l’analisi della situazione non è ancora stata condotta. Per dar seguito a una petizione che ci sollecita a far sì che lo Stato non chieda al cittadino dati di cui già è in possesso, abbiamo ritenuto utile sentire l’incaricato cantonale della protezione dei dati per quanto riguarda i diritti dei cittadini e la tutela della loro privacy. Giordano Costa suggerisce che il dar seguito alla petizione è dal suo punto di vista fattibile. E ritiene che la via migliore non sia creare una legge cantonale quadro che regoli la problematica bensì incentivare il costante aggiornamento del diritto cantonale settoriale disciplinando l’elaborazione e la trasmissione dei dati nei singoli settori del diritto. Qual è la conclusione della commissione? La commissione concorda pienamente con le problematiche e con le proposte sollevate nella petizione. Conferma la necessità e l’urgenza di rivedere le procedure che regolano il lavoro degli uffici statali con l’intento di alleggerire le pratiche burocratiche, nel rispetto della protezione dei dati e del diritto in generale. La commissione ritiene che il Consiglio di Stato debba incentivare i vari uffici della pubblica amministrazione a favorire l’utilizzo dell’opzione prevista dall’articolo 10 LDPD al paragrafo c), tramite il ricorso a specifiche liberatorie che, con il consenso scritto dei cittadini interessati, autorizzino un flusso puntuale di documenti o informazioni. Si potranno così evitare burocrazia, lentezza procedurale e non da ultimo aggravi di tasse per l’ottenimento di certificati o duplicati che già sono stati elaborati dagli uffici statali. In futuro si dovrà inoltre prevedere l’adattamento, laddove necessario, del diritto settoriale, tenendo conto delle esigenze informative di altri organi e riprendendo e precisando, se del caso, la facoltà di trasmissione di dati personali tramite consenso della persona interessata, nel singolo caso, come già previsto all’articolo 10 della LPDP. L’invito della commissione è quindi di sostenere le richieste della petizione? È così, attuando da subito – dove è possibile – delle liberatorie puntuali e dando mandato al Consiglio di Stato di elaborare proposte per l’adattamento del diritto settoriale, dove necessario. La commissione chiede inoltre al governo – nuovamente – la costituzione del gruppo di lavoro previsto dal rapporto 7491 e la conseguente emanazione di un secondo rapporto entro 12 mesi. Poco più di un anno fa sullo stesso tema era stata presentata un’interpellanza, alla quale il Consiglio di Stato rispose che, nel corso della legislatura, avrebbe proceduto con un’inchiesta mirata in tutti i Dipartimenti dell’amministrazione cantonale al fine di individuare doppioni e processi che possono essere snelliti. L’attuazione di una liberatoria specifica sarebbe un primo passo in questa direzione, in attesa di proposte a più ampio raggio.



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