Globalisti in calo, ma non il loro gettito
- Cristina Maderni

- 27 set 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 26 lug
La Regione, 27 settembre 2025 - di Jacopo Scarinci
Il numero scende a 725, ma nel 2024 il versamento è stato di quasi 190 milioni. Macchi: ‘Situazione non preoccupante’. Maderni: ‘Invece lo è, serve riflettere’
I globalisti, o per meglio dire le persone imposte secondo il dispendio, presenti in Ticino
sono ancora in calo. Ma il loro contributo osservabile con il totale del gettito fiscale è in
aumento. È questo il risultato dell’analisi condotta, come ogni due anni, dalla Divisione
delle contribuzioni del Dipartimento finanze ed economia pubblicata ieri. I globalisti
domiciliati nel nostro cantone ammontavano a 910 unità al 31 dicembre 2016, per poi scendere a 842 nel 2018, risalire leggermente a 896 nel 2020 per poi calare continuamente
prima a 767 nel 2022 e, infine, a 725 a fine 2024, ultimo dato disponibile e comunicato ieri
dal Dfe. Interessante notare il contributo di questa categoria facoltosa di persone. La Divisione delle contribuzioni fa infatti notare che “l’assoggettamento alle imposte sul reddito e sulla sostanza dei globalisti ha complessivamente generato – considerando imposta cantonale, imposta comunale e imposta federale diretta – entrate fiscali per 118 milioni di franchi nel 2016, per 143,2 milioni nel 2018, per 157,8 milioni nel 2020, per 183,5 milioni nel 2022 fino a consolidarsi a 189,5 milioni nel 2024”. Non propriamente noccioline, vien da dire.
Va da sé, che rispetto al precedente rilevamento – insomma, rispetto a due anni fa – si è
ridotto il numero di globalisti (-42) ma allo stesso tempo si è osservato – come nelle altre
misurazioni – un aumento del gettito. Questo, è da ricondurre “a un aumento delle casistiche di globalisti con dispendi tassati superiori al minimo legale (pari a 429’100 franchi nel 2024)”, si legge nel comunicato.
Ma la questione l’abbiamo posta anche direttamente al direttore della Divisione delle contribuzioni Giordano Macchi, che a ‘la Regione’ specifica: «Ci sono vari motivi, il primo è che stiamo comunque adeguando gli importi minimi all’inflazione. Prendiamo un caso di una
tassazione globale fissata a un milione, ora viene pure aumentata con l’inflazione: dunque
aumentano le minime, ma aumentano anche tutte le altre» L’altro motivo è che «se continuano ad aumentare i minimi legali, alcuni facoltosi scelgono la via della tassazione ordinaria ». Infine, riprende Macchi, «in questo saldo che è -42 si deve notare che ci son state
comunque diverse decine di nuovi arrivi, quindi c’è movimento». Però, constata il direttore
della Divisione delle contribuzioni, «la forza dei tre elementi rappresentati da partenze per
altri cantoni o Paesi, il passaggio alla tassazione ordinaria di cui abbiamo già detto e i decessi, perché in questa categoria vi sono statisticamente persone più anziane, ci porta a
un saldo negativo».
Ma alla domanda secca se questo calo del numero di globalisti sia preoccupante, la risposta
di Macchi è chiara: «No, non penso. Se l’evoluzione porta, come vediamo, a un numero di
casi dopotutto abbastanza stabile ma a un più alto potenziale di gettito, è una situazione
positiva e non preoccupante».
A non essere per niente convinta è la presidente della Federazione ticinese delle associazioni di fiduciari Cristina Maderni: «Io sono preoccupata invece, e da tempo: si conferma una tendenza già evidenziata negli anni scorsi. In ogni caso, la diminuzione per partenza in altri cantoni o Paesi conferma la non concorrenzialità del Canton Ticino sotto certi punti di vista. E su questo, bisognerà sviluppare una più che attenta riflessione».



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