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  • Cristina Maderni

Alternative alla riforma fiscale non ne esistono

Opinione Liberale 22 novembre 2019


VOCI DA PALAZZO / CRISTINA MADERNI / granconsigliera PLR


Il 4 novembre il Gran Consiglio ha approvato con ampio consenso i termini della riforma fiscale cantonale. È un passo importante, anzi obbligato nell’ambito dei nuovi scenari di concorrenza fiscale intercantonale e internazionale. È inoltre un provvedimento saggio e moderato, parte integrante di una più ampia manovra volta a potenziare la scuola pubblica e ad aiutare i nostri concittadini che maggiormente si trovano in difficoltà. La riforma fiscale presenta quindi tutte le caratteristiche per costituire un patto di paese, da sostenere in modo corale nell’interesse di tutti. Di qui la delusione nello scontrarsi ancora una volta con un’iniziativa referendaria volta a negare il ruolo della fiscalità nell’economia. Facciamo però bene attenzione: il voto popolare non deciderà se vada attuato il rapporto di maggioranza oppure quello di minoranza. Deciderà invece se il Ticino si potrà dotare di una riforma fiscale che lo ponga al passo con i tempi, oppure no. Ipotesi quest’ultima che significherebbe non solo divenire il fanalino di coda fra i cantoni svizzeri, ma anche dover attuare il dettato della riforma federale in assenza di accorgimenti specifici, con un conseguente forte disequilibrio. Fra i tanti esempi in merito, mi limiterò a citarne due. Non esisterebbe una norma transitoria capace di evitare gli effetti di uno choc fiscale per le società “mobili”, destinate di conseguenza ad una frettolosa delocalizzazione. Non esisterebbe inoltre una base legale cantonale per la compensazione ai Comuni ai sensi dell’art. 196 cpv. 1bis LIFD.

L’iniziativa referendaria ignora dunque la realtà dei fatti: le alternative alla riforma fiscale non esistono! Meglio prenderne atto e attivarci tutti per scongiurare danni di lungo periodo al gettito fiscale, all’investimento e all’innovazione, al nostro spirito sociale, quindi al benessere del Cantone.


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