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  • Cristina Maderni

PIù aperture domenicali e maggiore flessibilità

La Regione 03 maggio 2021


È la proposta del PLR per tutelare i posti di lavoro


Passare dalle tre aperture domenicali di oggi a quattro, aumentare a 400mq la superficie dei negozi che possono tenere aperto la domenica ed estendere fino alle 19, quindi di mezz’ora, l’orario in cui si può tenere alzata la serranda nei festivi. Sono queste le tre proposte puntuali che il Partito liberale radicale mette nero su bianco in un’iniziativa parlamentare elaborata, firmata dalla granconsigliera Cristina Maderni, che nei prossimi giorni sarà inoltrata al governo. «È l’evoluzione di una mozione che abbiamo presentato la scorsa primavera chiedendo più flessibilità – spiega Maderni alla ‘Regione’ –. Chiedevamo maggiore elasticità, con il concetto generale di affermare che se vogliamo salvare i posti di lavoro, l’economia e in generale il cantone dobbiamo entrare nell’ottica della flessibilità». Uno dei progetti di rilancio che il Plr ha deciso già sotto la presidenza di Bixio Caprara per il rilancio del partito dopo le elezioni federali del 2019 era quello dei gruppi tematici, e Maderni annota che «coinvolgendo persone del mondo economico e di altre varie attività abbiamo sviluppato un bel dialogo con la vita vera, quella della società. Il nostro processo di valutazione ha portato a individuare che i settori i quali hanno maggiore bisogno di flessibilità sono quelli che hanno sofferto di più: commerci e ristorazione, estremamente legati tra loro perché si sostengono l’un l’altro». E quindi, a questo punto, la direzione è stata scelta. Anticipata programmaticamente dal presidente Alessandro Speziali con un’intervista alla ‘Regione’ il 19 febbraio, ecco la richiesta del Plr di salire a quattro aperture domenicali: «Quella in più che chiediamo è prevista dalla legge federale – rileva Maderni –. A livello cantonale si è rimasti a tre con la trattativa della Legge sull’apertura dei negozi, ma oggi è importante utilizzare il limite massimo consentito. E non siamo l’unico cantone che si sta muovendo verso questa direzione». Per quanto riguarda invece superfici, la deputata liberale radicale dice che «non sono codificate, c’è possibilità di scegliere. Il consentire di aprire la domenica solo ai negozi fino a 200 metri quadri nelle zone turistiche non porta ad aperture sufficienti per creare di per sé l’interesse del consumatore a fare shopping, perché troverebbe troppi commerci chiusi. Quindi proviamo a raddoppiare questo limite, che riconosciamo non è il massimo ma comunque un passo avanti. In Vallese, ad esempio, possono aprire tutti». Questo per Maderni è «solo un primo passo, la mia filosofia è quella di un’economia libera. Questo tipo di libertà, nel rispetto delle regole e delle norme del diritto, permette una migliore conciliabilità tra lavoro e famiglia, una possibilità in più di disporre delle fasce orarie come meglio si crede. Aprire la domenica o di sera non obbliga, ad esempio, ad aprire il lunedì se un’attività quel giorno ha meno lavoro». Siamo davanti al bisogno di un netto cambio di paradigma insomma, «perché adesso siamo supportati dal lavoro ridotto e altri aiuti, ma finiranno. Dobbiamo uscire dalla logica che la flessibilità serve solo a favorire le aziende e capire che permette la creazione e il mantenimento a medio termine dei posti di lavoro. Con la pandemia – riprende Maderni – abbiamo scoperto che se si vuole avere la mattina libera si può lavorare la sera, se il tipo di lavoro lo consente. Si tratta di dare maggiori libertà all’individuo, ovviamente in un contesto di controllo, regolamentazione e di fiducia che viene data ma che deve essere anche conquistata. Una visione economica più libera è a vantaggio soprattutto di chi lavora». Il post pandemia è tutto da scrivere. Ognuno avrà le proprie ricette, avere delle pagine bianche può stimolare la creatività e la penna può tratteggiare nuovi scenari. «Abbiamo la grossa opportunità di uscire da regole incredibilmente rigide grazie alle quali, forse per troppo tempo e per troppa ostinazione, si dice che tutto ciò che porta a un cambiamento non piace e non va bene – sottolinea Maderni –. Questa grave crisi pandemica, questa situazione così difficile ci ha fatti arrivare a toccare il fondo in certi ambiti, e può permetterci di comprendere che certe libertà e opportunità vanno colte, cercate, sfruttate. Né noi né chi non la pensa come noi dobbiamo rimanere bloccati nelle nostre posizioni, serve un dialogo. Teso, però, a fare passi avanti per i posti di lavoro e per l’economia».



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