Imposizione delle copia, è ora di voltare pagina
- Cristina Maderni

- 11 feb
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 6 giorni fa
Corriere del Ticino, 11 febbraio 2026, L'opinione, CRISTINA MADERNI / deputata PLR in Gran Consiglio
«Quando chiedo ai ragazzi cosa pensino del referendum sull’imposizione individuale, si mostrano stupiti che in Svizzera non sia già così». Nulla potrebbe sintetizzare i termini della questione referendaria meglio di queste semplici parole, pronunciate da un’insegnante la scorsa settimana nel corso di un dibattito pubblico. Del resto, il lavoro è di per sé individuale: tassarlo individualmente è il metodo più istintivo, più semplice, più equo per chi creda nella parità della coppia all’interno della famiglia.
Come imporre a una donna di perdere con il matrimonio la propria identità fiscale mentre, se lo desidera, mantiene immutato il cognome? Salvo poi, paradossalmente, riacquistarla con un eventuale divorzio, quando in fin troppi casi è ormai tardi per pianificare la previdenza per la vecchiaia.
Poiché nulla di questo succede alle coppie di fatto, il sistema impositivo penalizza il matrimonio ben oltre la beffa fiscale, che va eliminata. Introdotto nel 1915 con l’imposta federale diretta (IFD), oggi il metodo dell’imposizione congiunta sembra un vecchio motore arrugginito che gira a fatica e che va sostituito. Nei pochi altri paesi in cui l’imposizione congiunta è la regola esiste pur sempre la possibilità per il contribuente di optare per il regime individuale, ristabilendo equità. La transizione verso l’uguale trattamento fiscale delle coppie indipendentemente dallo stato civile è peraltro obbligatoria, lo ha decretato il Tribunale federale con una sentenza del 1984.
Sì, esistono altri metodi per arrivare a questo risultato, ad esempio lo «splitting tariffario » già applicato in alcuni Cantoni. È però un passo insufficiente, che non elimina gli ostacoli all’affermazione di un modello equo di società. C’è poi chi parla di contrazione del gettito e di mostro burocratico, punti che meritano approfondimenti. In primo luogo, le imposte ingiuste non vanno prelevate, ancor più se incostituzionali. Il gettito fiscale, dal canto suo, calerà solo inizialmente e nel tempo sarà sostenuto dallo stimolo all’economia proveniente dalla creazione di nuovi posti di lavoro, si parla di 44 mila, in parte a favore delle donne. Infine, in tema di burocrazia non va dimenticato che, nell’epoca dell’intelligenza artificiale, i nuovi compiti dello Stato cessano di essere assolti tramite aumenti di personale. Sarà così anche in Ticino, dove si sta già studiando la sostituzione di e-Tax, che risale al 2004 e mostra l’usura del tempo. Con un programma di nuova generazione diverrà agevole gestire il flusso di lavoro caratteristico dell’imposizione individuale: stesso volume di dati di oggi, semplicemente ripartito su due coniugi. Allo stesso tempo, poiché nessuno «nasce sposato», scompariranno le discontinuità dovute ai cambi di stato civile. Il sistema fiscale svizzero diventerà più semplice, più trasparente, più giusto: tre buone ragioni per
votare «sì» l’8 marzo.
Commenti