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  • Immagine del redattoreCristina Maderni

Come rilanciare la piazza finanziaria

Corriere del Ticino 23 maggio 2019


L’OPINIONE / CRISTINA MADERNI / deputata PLR in Gran Consiglio


La piazza finanziaria «cerca» il rilancio. Così titolava il Corriere del Ticino dello scorso 15 maggio commentando i lavori dell'assemblea dell'Associazione bancaria ticinese. Ero presente all'evento e condivido il tono del commento. Ho percepito uno spirito rinnovato, propositivo che si fa strada nel settore, alla ricerca appunto di un nuovo orizzonte. Ho ascoltato con interesse le tesi dei relatori e le opinioni del folto pubblico, composto da esponenti non solo del mondo bancario, ma anche della finanza allargata, delle professioni che alla finanza sono vicine e della politica. Ne ho tratto una marcata impressione che finalmente il settore rialzi la testa, guardando in modo concreto al valore delle competenze tradizionali svizzere e ticinesi come leva per sviluppare con successo nuovi affari e nuove tecnologie. Questo senza nascondere i molti problemi che ancora ci sono e vanno affrontati. Senza ignorare la necessità di fermare, se non di invertire, il trend di riduzione del personale, agendo sulla formazione e facendo leva sulla pur moderata ripresa che viene evidenziata dalla recente indagine congiunturale sulle banche. Mi preme sottolineare due passaggi che ho trovato importanti, che condivido sia quale operatore del settore, sia quale esponente della Federazione dei fiduciari. Apprezzo innanzitutto la ricerca di collaborazione con altri settori della piazza affini al bancario e con esso sinergici. Nel campo della formazione continua, questo è ben esemplificato dalla rinnovata politica del Centro studi bancari che, con un chiaro messaggio, muta il proprio nome in Centro studi Villa Negroni. Fonte di riflessione anche il discorso di Zeno Staub: l'arma competitiva su cui agire viene a chiare lettere individuata in quella gestione attiva che è propria del banking svizzero, ma il cui valore ad alcuni sembra essere passato in secondo piano. Musica questa per le orecchie dei gestori patrimoniali presenti, una categoria che si vuole differenziare per personalizzazione del servizio anche sotto il profilo della dinamicità della gestione. Alla politica non si chiedono miracoli, ma semplicemente di svolgere il proprio compito, definendo condizioni quadro eque.

Sono dunque confortata da quanto è in divenire, apprezzo il farsi largo della tesi di collaborazione fra categorie professionali, associazioni e politica, che sono proprie anche di FTAF, la federazione mantello delle associazioni di fiduciari. Certo, in futuro il Ticino non vedrà banca e finanza tornare al peso preponderante del passato. Questo è peraltro un fatto: meglio favorire un'economia diversificata, che possa nel contempo contare al proprio interno su di un settore finanziario solido, basato su più attività fra loro complementari e capace di garantire occupazione di qualità. Quel rilancio che la piazza oggi «cerca», noi tutti lo vogliamo velocemente attuare nei fatti.. Invito con forza chi crede in questa riforma a battersi fino in fondo perla sua attuazione.


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